Lifting del Seno

L’intervento di mastopessi (lifting del seno) ha lo scopo di rimodellare e riposizionare la mammella ptosica (seno cadente). Consiste nella redistribuzione del parenchima mammario con aumento di consistenza della mammella in toto mediante una riduzione della cute in eccesso ed con il giusto riposizionamento del complesso areola-capezzolo.


mastopessi

Talvolta l’intervento di mastopessi si associa ad una piccola riduzione o addirittura ad un aumento di volume delle mammelle stesse.

Le cicatrici residue, sono quanto mai variabili ed in relazione al singolo caso: possono essere limitate intorno all’areola, sino ad estendersi alla verticale ed ancor più al solco sottomammario.

Intervento di Mastopessi

L’intervento viene eseguito in anestesia generale, con un giorno di degenza in clinica. La paziente viene dimessa il giorno seguente all’intervento, facendole indossare un reggiseno contenitivo.

Trattamento post-operatorio della mastopessi

Dopo cinque giorni dall’intervento di mastopessi vengono tolti tutti i cerotti e la paziente può fare la doccia.

Tra la quinta e la settima giornata post-operatoria vengono rimossi tutti i punti di sutura cutanei.

Nei primi giorni i movimenti delle spalle e delle braccia devono essere limitati: solo dopo alcuni giorni potranno essere ripresi gradualmente.

La guida dell’automobile può essere ripresa dopo almeno una settimana, mentre l’attività fisica abituale è consentita dopo 3-4 settimane.

mastopessi prima

mastopessi prima


mastopessi dopo

mastopessi dopo

Complicazioni possibili

Le complicazioni che possono verificarsi correlate all’intervento di mastopessi sono:

  • sanguinamento: è raro, ma può verificarsi solitamente entro le prime 24 ore; in tal caso sarà necessario un ritorno in sala operatoria per rimuovere la protesi, fermare il sanguinamento, reinserire la protesi e chiudere la ferita. In ogni caso, se opportunamente trattato, un episodio di sanguinamento non causa altri inconvenienti.
  • infezioni: sono un’evenienza estremamente rara, ma se presenti, rendono necessaria la rimozione temporanea della protesi.
  • ridotta sensibilità del capezzolo: è variabile e, se presente, si risolve nel giro di 3-4 settimane.
  • indurimento: l’organismo reagisce nei confronti della protesi come con qualsiasi altro corpo estraneo, dando luogo alla formazione di una capsula fibrosa che contribuisce a sostenere in sede la protesi. Una reazione fibrosa esagerata, talvolta calcifica, può talvolta costringere la protesi, e deformarla. Questa complicanza è quanto mai variabile, sia nella sede, mono o bilaterale, sia nel tempo, può infatti insorgere già dopo 3 mesi o talora anche dopo 15-20 anni. Allo stato attuale, con l’utilizzo di protesi di nuova generazione, questa complicanza è ridotta al minimo (5-6%). La risoluzione di questo problema spesso richiede un intervento chirurgico per la rimozione della capsula fibrosa.
  • rottura: l’impianto può rompersi a causa di danni provocati da strumenti chirurgici, traumi oppure a causa di usura nel tempo. Il gel di silicone che fuoriesce può rimanere localizzato all’interno della capsula, sino a migrare ai linfonodi tributari ascellari. Necessita un intervento di rimozione dell’impianto, anche se la rimozione completa del gel non è sempre possibile. Gli effetti biologici a vita del silicone sono oggetto di costante studio da parte degli scienziati.