Mastoplastica Additiva

La mastoplastica additiva è un intervento chirurgico volto ad aumentare il volume e a migliorare la forma delle mammelle. La mastoplastica additiva è indicata per i seni piccoli o poco sviluppati e per quelli che si sono ridotti di volume con il passare del tempo.


mastoplastica additiva
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Il posizionamento della protesi, in relazione alle caratteristiche costituzionali del soggetto, può essere:

    • sottoghiandolare
    • sottomuscolare
    • misto

Talvolta, in alcuni individui, nei primi tempi la protesi può essere percepita come un oggetto estraneo, ma questa sensazione tende a scomparire rapidamente. Tutti gli impianti protesici in generale, compresi quelli qui citati, non devono essere considerati dei dispositivi a vita; interventi chirurgici correttivi, espianto e sostituzione inclusi, possono essere necessari in qualsiasi momento.

L’intervento di mastoplastica additiva

Si esegue in anestesia generale e richiede un giorno di degenza in clinica. La scelta del tipo di protesi, del suo volume, della sede di posizionamento, e la via di accesso, sono fatte in base alle caratteristiche morfologiche del soggetto.


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Trattamento post-operatorio

Il giorno successivo all’intervento, dopo una attenta valutazione e la rimozione dei drenaggi eventualmente presenti, la paziente viene dimessa facendole indossare un reggiseno contenitivo che dovrà portare per circa un mese. I punti di sutura cutanei sono rimossi 5 giorni dopo l’intervento. Ai fini della riuscita dell’intervento il soggetto deve limitare i movimenti delle spalle e delle braccia, in modo assoluto nei primi giorni, per poi riprenderli gradualmente. Deve dormire in posizione supina per almeno 2-4 settimane. La guida dell’automobile può essere ripresa dopo 1 settimana. L’attività fisica è consentita dopo 3-4 settimane.


Protesi: sicure e garantite

Scegliere un impianto di altissima qualità è fondamentale per assicurare nel tempo il risultato estetico. Le protesi mammarie utilizzate sono direttamente garantite dall’azienda produttrice attraverso un esclusivo piano di garanzia estesa valido a vita che, a seconda della tipologia di protesi scelta, si fa carico della sostituzione gratuita degli impianti mammari in caso di un provato danneggiamento dell’integrità dell’involucro.

Per informazioni dettagliate sul programma di garanzia
Vi prego di scrivermi attraverso la pagina contatti.

In questo video si può apprezzare una protesi di qualità: anche se aperta in due il contenuto si silicone coesivo non gocciola e non fuoriesce:


Complicazioni possibili

Le complicazioni che possono verificarsi sono di due tipi: relative all’anestesia generale (esposte all’inizio della pagina) e relative all’intervento chirurgico. Per quest’ultimo sono da segnalare:

      • sanguinamento: è raro, ma può verificarsi solitamente entro le prime 24 ore; in tal caso sarà necessario un ritorno in sala operatoria per rimuovere la protesi, fermare il sanguinamento, reinserire la protesi e chiudere la ferita. In ogni caso, se opportunamente trattato, un episodio di sanguinamento non causa altri inconvenienti.
      • infezioni: sono un’evenienza estremamente rara, ma se presenti, rendono necessaria la rimozione temporanea della protesi.
      • ridotta sensibilità del capezzolo: è variabile e, se presente, si risolve nel giro di 3-4 settimane.
      • indurimento: l’organismo reagisce nei confronti della protesi come con qualsiasi altro corpo estraneo, dando luogo alla formazione di una capsula fibrosa che contribuisce a sostenere in sede la protesi. Una reazione fibrosa esagerata, talvolta calcifica, può talvolta costringere la protesi, e deformarla. Questa complicanza è quanto mai variabile, sia nella sede, mono o bilaterale, sia nel tempo, può infatti insorgere già dopo 3 mesi o talora anche dopo 15-20 anni. Allo stato attuale, con l’utilizzo di protesi di nuova generazione, questa complicanza è ridotta al minimo (5-6%). La risoluzione di questo problema spesso richiede un intervento chirurgico per la rimozione della capsula fibrosa.
      • rottura: l’impianto può rompersi a causa di danni provocati da strumenti chirurgici, traumi oppure a causa di usura nel tempo. Il gel di silicone che fuoriesce può rimanere localizzato all’interno della capsula, sino a migrare ai linfonodi tributari ascellari. Necessita un intervento di rimozione dell’impianto, anche se la rimozione completa del gel non è sempre possibile. Gli effetti biologici a vita del silicone sono oggetto di costante studio da parte degli scienziati.

      protesi mammarie

      Protesi mammarie quando e perchè sostituirle

      La mastoplastica additiva rimane uno degli interventi più richiesti dalle pazienti e l’evoluzione tecnologica delle protesi garantisce un’ottima durata e una grande affidabilità. Ma come tutte le protesi anche quelle mammarie non sono eterne, vanno incontro ad usura e debbono pertanto essere sostituite.
      In media la durata di una protesi mammaria varia tra i 10 e 20 anni. Tale durata è in rapporto a numerosi fattori individuali, tra cui: il life style, la reattività del portatore, il tipo d’intervento chirurgico o il tipo di protesi utilizzato.
      In alcuni casi è necessario ricorrere ad un secondo trattamento chirurgico per via della reattività cicatriziale post-operatoria intorno alla protesi, che procura fastidio e in alcuni casi può indurre ad una deformazione o ad uno spostamento dell’impianto (capsula periprotesica).
      Altre cause da valutare sono:
      – l’invecchiamento della mammella che, con il passar del tempo, potrebbe non più adattarsi alla protesi mammaria,
      – le gravidanze o gli intensi dimagrimenti i quali alterano in modo negativo il risultato estetico precedentemente ottenuto.

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