Anestesia in Chirurgia Plastica

Il rischio anestesiologico nella chirurgia plastica negli ultimi dieci anni si è ridotto notevolmente grazie alla messa a punto di tecniche d’anestesia specifiche per questo tipo di chirurgia, che fondamentalmente comprende interventi di superficie.

Utilizziamo tecniche di anestesia combinata, che è la combinazione di anestesia generale e loco-regionale al fine di ridurre ulteriormente il fabbisogno di anestetici generali, abbreviare la fase di risveglio e assicurare un’abolizione della sensibilità dolorifica per un prolungato periodo di tempo, anche dopo l’intervento chirurgico.

In pratica si attuano tre tipi d’anestesia:

  • Anestesia Generale Pura.
  • Anestesia Locale potenziata in respiro spontaneo con intubazione.
  • Anestesia Locale con sedazione, senza intubazione.

L’anestesia viene differenziata in base agli interventi, come segue:

Interventi di Chirurgia Maggiore
(Addominoplastica, Mastoplastica, Dermolipectomia, Liposuzione Grande)

Si effettua una TIVA (Total Intravenous Anestesiology) cioè un’anestesia generale totalmente endovenosa, senza quindi l’ausilio di gas, con intubazione. Questa permette non solo il mantenimento stabile dei parametri vitali sia intra-operatoriamente che nel post-operatorio ma anche un risveglio immediato, regolare e graduale entro 5′ dalla fine dell’intervento ed una ripresa completa delle proprie funzioni neuro-psico-motorie entro un ora dall’intervento grazie alla eliminazione completa e rapida dei farmaci utilizzati per l’anestesia.

Interventi di Chirurgia Media
(Rinoplastica, Mentoplastica, Malaroplastica, Lifting Cervico-Facciale, Liposuzione Media)

In questi casi possiamo effettuare una TIVA potenziata con intubazione potenziata perché si applica anche un’Anestesia Locale praticata dal chirurgo, quando il soggetto è addormentato tale da permettere:

  • una notevole riduzione dei farmaci analgesici necessari intra-operatoriamente;
  • il mantenimento di un respiro spontaneo senza alterare minimamente la dinamica respiratoria;

La presenza del tubo endotracheale garantisce la pervietà delle vie aeree e la loro protezione da eventuali secrezioni e fluidi intraoperatori.

**Si tratta in realtà di una sedazione profonda più che di un’anestesia vera e propria, priva di tossicità alcuna che permette una ripresa rapida tale da favorirne il ricovero in regime di day Hospital.

Interventi di Chirurgia Minore
(Blefaroplastica, Cheiloplastica, Otoplastica, Interventi Minori)

In tutti questi casi si effettua una TIVA potenziata senza intubazione, cioè un sonno del tutto simile a quello fisiologico con la sola ANALGESIA (abolizione degli stimoli dolorosi), assolutamente priva di tossicità, che permette il ricovero in regime di day-Hospital.

Possibili effetti collaterali e rischi della procedura anestetica

L’Anestesista controlla le funzioni corporee prima, durante e dopo l’anestesia per prevenire complicazioni che potrebbero manifestarsi come conseguenza dell’intervento chirurgico e della procedura anestetica.

Gli effetti collaterali indesiderati degli anestetici, degli analgesici o di altri farmaci (prurito e nausea) possono manifestarsi soprattutto in caso di ipersensibilità (allergie) e precedenti malattie, sulle quali si raccolgono informazioni attraverso il colloquio anamnestico.

Le reazioni d’intollerabilità gravi e le altre complicazioni che possono comportare pericolo per la vita, per esempio l’arresto cardiocircolatorio, l’arresto respiratorio e l’ostruzione dei vasi sanguigni (embolia) sono estremamente rare in tutte le procedure anestetiche ma aumentano in caso di pazienti in età avanzata ed in quelli in pessime condizioni generali perché affetti da malattie concomitanti.

Su diecimila interventi chirurgici si verifica solo un grave incidente da anestesia. L’intubazione e l’impiego della maschera laringea possono causare disturbi della deglutizione e raucedine temporanei.

Cosa aspettarsi al risveglio dall’anestesia generale?

Brivido
Il brivido postoperatorio è in genere la regola dopo qualunque tipo di anestesia generale. Nella chirurgia plastica utilizzando solo ed esclusivamente una anestesia endovenosa, questo fenomeno, dovuto alla dispersione termica data dalle ampie superfici cutanee esposte è in genere presente. E’ un vero e proprio meccanismo di difesa del nostro organismo e quindi assolutamente benigno.

Infatti durante il periodo peri-operatorio la temperatura corporea tende ad adattarsi a quella ambientale perché l’organo preposto al suo costante mantenimento è anch’esso sotto l’effetto dei farmaci anestetici. Ecco quindi che al risveglio il nostro corpo reagisce a questo calo modesto della temperatura producendo calore con il brivido.

Dolore muscolare ed articolare diffuso
Spesso indefinito e descritto come un forte indolenzimento, dipende per lo più dal fatto che al seguito del rilasciamento muscolare indotto farmacologicamente in corso d’interventi in anestesia generale, l’apparato capsulo-legamentoso in toto è sottoposto ad un inusuale stiramento e trazione.

Mal di gola
Nelle anestesie che prevedono l’intubazione la presenza prolungata del tubo endotracheale può provocare una lieve irritazione in gola, che al risveglio può manifestarsi con un senso di bruciore, di vellichio, molto simile al comune mal di gola. Di regola si risolve in poche ore.

Dolore della ferita chirurgica
Generalmente è assente negli interventi routinari di chirurgia plastica. Variabilmente in relazione alla sede dell’intervento, alla sua complessità, al tipo d’anestesia ed anche alle capacità individuali di sopportazione, si possono avvertire dei fastidi come bruciore o sensazione di tensione della ferita stessa o dei cerotti di contenzione. Ciò nondimeno negli interventi più dolorosi si applicano dei dispositivi completamente automatici (pompe d’analgesia) che riducono di gran lunga lo stimolo doloroso e rendono l’immediato post-operatorio più gradevole.

Singhiozzo
E’ una contrazione spastica del diaframma che può verificarsi dopo la somministrazione di alcuni farmaci anestetici al risveglio. E’ perlopiù temporaneo anche se fastidioso; nei rari casi di singhiozzo prolungato è reversibile farmacologicamente o con opportune manovre.

Nausea e vomito
Sono molto variabili. Premesso che l’anestesista somministrerà prima dell’intervento farmaci utili a prevenire codesti fastidiosi sintomi è però importante seguire alcune importanti linee di comportamento: cercare di rimanere a riposo nelle ore che seguono l’intervento chirurgico mantenendo la posizione supina, con il tronco semi-sollevato senza muoversi continuamente alla ricerca di una posizione ideale. Non ingerire liquidi per bocca se non quando consentiti.

Difficoltà ad urinare
Può verificarsi negli interventi di maggior durata quando non è stato introdotto in vescica un catetere.

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