Luca Piovano a Cusano Italia TV – “Rotocalco 264” del 16.01.21


«Eccoci di nuovo in diretta con Rotocalco 264. Il secondo ospite è pronto a collegarsi con noi: abbiamo il professor Luca Piovano, chirurgo plastico ed estetico di fama internazionale. Buonasera professore! In questo periodo non si fa altro che parlare di Covid e non poteva esserne esentata anche la branca della medicina che riguarda la chirurgia plastica ed estetica; questo perché alcuni trattamenti che vengono fatti in chirurgia plastica ed estetica andrebbero sospesi prima di fare il vaccino. È così professore? Ci vuole spiegare meglio di cosa si tratta?»

«Sì vi spiego meglio: qualsiasi vaccino, come quello contro la poliomielite o contro il tetano, possono avere delle relazioni con le infiltrazioni di acido ialuronico, ci sono delle evidenze scientifiche; questo perché l’acido ialuronico è una sostanza sintetica iniettata per colmare le rughe e può dare una reattività crociata con il vaccino, quindi si raccomanda di non fare queste procedure per il mese seguente al vaccino. Io l’ho fatto l’altro ieri ed eccomi qua, ma per un mese non posso assumere alcune sostanze, tipo infiltrazioni.»

«Perciò è buona norma che le persone che sono degli habitué con la chirurgia plastica ed estetica non facciano trattamenti almeno per un mese, dopo aver fatto il vaccino.
C’è stato anche un cambiamento di tendenza per quelle che sono le richieste per la chirurgia plastica ed estetica e sembrerebbe che una volta non fosse tra le top ten ma ora la blefaroplastica è passata in pole position, perché con la mascherina ci rimangono in evidenza gli occhi, quindi lo scopo è quello di rinfrescare questo aspetto del viso. È così professore?»

«Sì, c’è da dire che ci sono state due onde di tendenza. Durante il lockdown (tra febbraio, marzo e aprile) tutte le attività di medicina e chirurgia estetica sono state ferme, ma adesso durante questa fase “colorata”, in cui le regioni sono divise per colore, c’è stato un incremento di trattamenti di medicina estetica legati a un duplice fatto: il primo è che le pazienti non vanno a lavorare ma fanno smart working, quindi lavorano da casa con un computer, e poi decidono di regalarsi questi trattamenti dedicati alla zona non coperta dalla mascherina, quindi al terzo superiore (una zona che parte dagli occhi e arriva fino all’attaccatura del capillizio).»

«Dunque queste sono le richieste che vanno per la maggiore in questo periodo e molte richieste provengono anche da uomini; tra l’altro la belfaroplastica non solo toglie le famose zampe di gallina, ma anche i gonfiori, le borse, le occhiaie e soprattutto l’accumulo di pelle sopra gli occhi, che a volte, addirittura, può dare problemi alla vista. Giusto professore?»

«Allora, l’accumulo di pelle sopra gli occhi si chiama blefaroptosi; c’è una blefaroplasia, che è una condizione patologica severa degli anziani che porta un deficit del visus, quindi il paziente ha un atteggiamento di iperlordosi per vedere meglio e per compensare questa caduta della pelle. Cosa facciamo, quindi, per gli occhi? Andiamo a corregge le zampe di gallina (e questa è una procedura di medicina estetica molto semplice) tramite la tossina botulinica; poi se si vuole qualcosa di più si può rimuovere l’eccesso cutaneo, oppure l’erniazione delle borse, o i dark circles (quindi questi occhi scuri e violacei); dunque trattamenti più chirurgici. Vediamo che durante la chirurgia pandemica questi trattamenti sono aumentati più del 20%, come possiamo vedere nelle slides. Ecco, notiamo come la mascherina metta in evidenza gli occhi, ed è per questo che le richieste si focalizzano quasi tutte sul terzo superiore; ma le richieste non avvengono solo qui in Italia, bensì anche nel Sud-Est asiatico e in tutto il resto del mondo.»

«Abbiamo altre diapositive a disposizione, mandiamole così il professore passo passo ce le può commentare.»

«Ecco, vedete che anche l’espressività del sopracciglio è molto importante perché ha delle influenze nell’invecchiamento; un sopracciglio bello è carnoso, elevato e ha una bella forma ma è anche importante una fronte luminosa e distesa e tutto ciò fa sì che il risultato estetico, con la mascherina, crei una situazione top. Vedete poi questa immagine che mette in evidenza come dovrebbe essere il rapporto sopracciglio-occhio-elevazione. Qui andiamo a vedere invece un sopracciglio che è, sì, elevato, ma ha una forma brutta, quindi si tratta comunque di un aspetto non bello, diciamo.»

«Sì, che dà al viso quell’aspetto un po’ triste.
Professore, è vero che tante donne arabe ricorrono a questi interventi per avere un aspetto più radioso e sorridente?»

«Sì, sembrerebbe un po’ un controsenso perché loro stanno sempre coperte, quindi altro che mascherina, però loro ci tengono tantissimo e spendono anche molto per i trattamenti estetici; sembrerebbe che il trend sia sempre in salita anche in questo periodo di lockdown, di Covid.»

«Sì, tra queste donne c’è un alto business.»

«I nostri chirurghi plastici sono sempre tra i più richiesti perché la bellezza, parliamo dal rinascimento, nasce qui da noi e il senso estetico che hanno i chirurghi italiani è difficile trovarlo altrove; questo lo dico riferendomi al senso della misura e della bellezza con piccoli ritocchi, quindi non si parla di quegli stravolgimenti che vediamo fare negli Stati Uniti.»

«Questo lo approvo. La chirurgia Italiana e anche francese, se vogliamo, è una chirurgia estetica di alto livello, esportata in tutto il mondo; noi abbiamo le porte aperte da qualsiasi parte, infatti io ho viaggiato molto e sono sempre stato ben accetto.»

«Io ho sempre visto dei suoi lavori meravigliosi, che hanno tolto 20 anni dal viso di una donna senza avere quei mascheroni tirati, quelle bocche gigantesche, come si usa fare purtroppo in alcuni posti, come Los Angeles per esempio.»

«Si cerca sempre un’esagerazione del risultato, quasi come se lo si volesse esibire, come se si volesse far capire “io sono andato dal chirurgo plastico”, vero? Perché noi abbiamo una controtendenza in Italia, vogliamo sempre sembrare a posto, fresche e più giovani ma senza questi accanimenti.»

«E aggiungerei senza dover ostentare questo risultato. Noi andiamo a correggere, sì, il difetto che si è creato con gli anni, ma lasciando le caratteristiche originali del volto, quindi non andiamo a correggere tutto quanto; mentre gli americani sono assolutisti perché fanno delle correzioni molto invasive.»

«Io, infatti, ricordo anni addietro una sala operatoria a confronto che abbiamo fatto proprio con lei e dall’altra parte c’era un americano; a fine operazione abbiamo visto una differenza del lavoro fatto da lei e quello fatto dagli Stati Uniti: è una questione di gusti ma io le faccio ancora i complimenti professore, perché i lavori che fa lei sono invisibili ma la persona su cui opera ringiovanisce davvero di 20 anni.»

«È questo infatti l’obiettivo; io nei miei trattamenti sono molto conservativo e dico sempre ai miei pazienti che non faccio stravolgimenti ma vado a correggere difetti»

«Professore lei spesso diceva questo e lo dice ancora, perché seguo i suoi congressi con interesse: un viso bello, fresco e rilassato fa sembrare di essere tornati indietro nel tempo ma c’è qualcosa che, se non facciamo attenzione, denuncia l’età: le mani. Anche per le mani esistono dei trattamenti, ci vuole ricordare quali sono?»

«Le mani sono molto importanti perché sono la seconda parte più visibile del corpo “vestito” e noi i segni di invecchiamento li correggiamo, perché è brutto avere un bel viso curato e ordinato e poi delle mani scarne, vuote; noi andiamo a rimpolpare il dorso delle mani e le dita o con del grasso autologo (prendiamo il grasso, lo centrifughiamo e lo iniettiamo) quindi un trattamento molto sicuro, oppure utilizziamo dei filler fatti apposta per le mani.»

«Anche le brutte macchie scure sono un segno degli anni che passano, ed è possibile eliminarle, giusto professore?»

«Sì io stesso ne avevo una che poi ho tolto, perché anche una piccola macchia ti fa sentire molto più vecchio. Come le togliamo? Sono due i modi: i peelings, che sono delle chemoabrasioni, ovvero sostanze chimiche giuste, acido lattico, acido cherulico, acido tricloroacetico, che vanno a sciogliere questa macchina e a schiarirla; altrimenti possiamo agire con il laser bruciando queste macchie, e successivamente a questo verranno delle crosticine più o meno evidenti.»

«Vogliamo ricordare che il periodo migliore per fare trattamenti estetici è questo, perché non c’è ancora il sole, non siamo direttamente a contatto con il sole forte, abbiamo ancora l’inverno e tutta la primavera davanti e perciò la pelle si può assestare dopo questi procedimenti e avere un postoperatorio tranquillo.»

«È così, la nostra è una chirurgia che ha il massimo del lavoro a novembre, dicembre, gennaio, febbraio e marzo e poi va scemando; gennaio, febbraio e marzo sono i mesi in cui le persone, dopo Natale e nell’anno nuovo, vogliono iniziare bene, cambiare qualcosa, lasciarsi indietro l’anno vecchio e portarsi qualcosa di nuovo e si buttano a capofitto nella chirurgia estetica. Ieri mi ha scritto da Firenze una paziente che voleva cambiare vita e fare naso, occhi e tanto altro proprio per rivoluzionarsi.»

«Lei saprà che l’OMS ha dichiarato che la pandemia ha portato una grande depressione nella popolazione; aumento impetuoso di malattie neurologiche, ansia, e lo vediamo anche nella comune televisione dall’aumento delle pubblicità per prodotti che ci posso garantire una pseudo serenità. Per prima cosa, per essere sereni, bisogna prendersi cura di se stessi e questo può accadere anche attraverso dei piccoli ritocchi di chirurgia plastica ed estetica che ci fanno sentire meglio; anche questo può essere un escamotage contro questa brutta pandemia.»

«Sì, c’è stato un incremento del 30% delle procedure di medicina e chirurgia estetica, legate a questo stato di tristezza, proprio per regalarsi qualcosa e stare meglio con se stessi (e non si tratta di pazienti psichiatrici, ma solamente di persone che vogliono regalarsi qualcosa).»

«C’è ancora la questione che le donne dichiarano tranquillamente di aver fatto un ritocchino, mentre gli uomini hanno difficoltà ad ammetterlo?»

«C’è un po’ di tutto: uomini accompagnati dalle mogli, che a loro volta suggeriscono trattamenti, oppure uomini che vengono da soli, e ci sono anche molti gay, che sono quelli che tengono di più al loro aspetto.»

«A proposito del mondo gay: è molto in voga la chirurgia plastica ed estetica e soprattutto curano molto il viso, anche con i peelings. C’è una domanda da parte del collega Antonio Rabbia, prego.»

«Dottore buonasera. In questo periodo, in cui abbiamo capito che che il coronavirus è un problema, come ovviare a questa cosa? Ovviamente tamponi eseguiti di sovente ma com’è cambiato l’approccio a questa cosa?»

«Questa è la domanda giusta. Diciamo che all’inizio ci siamo un po’ spaventati non sapendo come comportarci, poi abbiamo stabilito delle linee guida. Praticamente il paziente che si sottopone a un intervento dovrà fare un campione 48 ore prima dell’intervento stesso, in modo tale da stare tranquilli e fare l’anestesia; per i trattamenti in ambulatorio noi facciamo un’accettazione, un protocollo condiviso da tutte le società della regione Lazio, in cui il paziente ammesso nello studio firma delle dichiarazioni, gli viene misurata la temperatura e vengono attuate tutte le misure di protezione per gli operatori: lavoriamo sempre con guanti, visiere, mascherine e occhiali.»

«Ecco quindi siete protetti nonostante il paziente sia schedulato e sapete che non è una persona a rischio.»

«Sì, poi nel mio ambulatorio abbiamo fatto dei percorsi di entrata e di uscita veri e propri, abbiamo messo vari disinfettanti e la stanza ogni volta viene arieggiata e pulita; insomma, ci sono delle regole da rispettare ma noi abbiamo sempre attuato queste regole proprio per sicurezza e per igiene, anche prima del Covid.»

«Professor Piovano, come mai negli ambulatori privati non esistono mai problemi d’infezione e invece negli ospedali pubblici c’è sempre il rischio di infezioni che portano anche a morte (ovviamente non si parla di Covid)? Queste norme applicate negli ambulatori privati perché non vengono anche applicate negli ospedali?»

«Perché diciamo che negli ospedali c’è molto via vai; infatti si parla delle cosiddette “infezioni ospedaliere”: vuol dire che questi ambienti sono contaminati e non hanno il tempo di sanificarsi, perché sono contaminati da un paziente a un altro, quindi un paziente infetto trasmette la sua infezione al paziente dopo. Qui nella slide vediamo un paziente che sta facendo un trattamento del terzo superiore con filler (come acido ialuronico) e questo è uno di quei trattamenti che ci fa prendere cura di noi stessi.»

«Quindi l’acido ialuronico posizionato in questa parte dell’occhio aiuta a distendere la zona.»

«Aiuta a distendere, a mettere in evidenza e a ridare quel velo di pienezza del sopracciglio che noi abbiamo quando siamo bambini, ma da bambini abbiamo il grasso in eccesso e le protuberanze ossee, che nella tarda età vanno a mancare.»

«Dottore, il Botox ha avuto un momento di grande exploit e un momento in cui è stato criticato e accusato di aver provocato seri danni, probabilmente perché chi l’ha praticato non ha fatto i necessari corsi per utilizzarlo; adesso è di nuovo torneo di tendenza. Il botox è sicuro?»

«Il botox è un farmaco, innanzitutto, e come ogni farmaco può avere delle reazioni avverse, cioè non è per tutti, ma anche l’aspirina la prendono tutti e in alcune persone può dare dei gravi problemi allergici o d’intolleranza. A noi il Botox aiuta tanto perché è un farmaco che fa una chemodenervazione; è un farmaco il cui utilizzo è cambiato; adesso io utilizzo il microbotox, ovvero le somministrazioni sono parcellate per unità di superficie in modo da ottenere un risultato più light, più leggero, quindi non proprio la faccia di ghiaccio, mantenendo un certo movimento del viso (è usato per la fronte, per il collo, un po’ per tutto).»

«Come lei ha detto il Botox ora è parcellizzato ed è in minori quantità rispetto al passato in cui si dava un aspetto inespressivo al volto. È cambiato tutto.»

«Appunto i pazienti non vogliono far vedere di aver fatto il Botox perché il Botox spinto porta a un aspetto mefistofelico del sopracciglio, lo tira troppo in sù e l’80% dei miei clienti, appunto vuole un risultato naturale.»

«Professore io la ringrazio per l’intervista che ha concesso a Rotocalco 264. Le auguro buon lavoro e buon proseguimento con la sua arte di chirurgia plastica ed estetica, che ha sempre praticato. Grazie professor Piovano per essere stato con noi. Buona serata.»

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