Quando si parla di ringiovanimento dello sguardo, l’attenzione si concentra spesso esclusivamente sulla rimozione della pelle in eccesso o delle borse adipose. Tuttavia, come spiego nel mio ultimo approfondimento video, per ottenere uno sguardo non solo “corretto”, ma fresco e naturale, è necessario andare oltre il semplice atto chirurgico.
Nel mio studio di Roma, l’approccio alla blefaroplastica è oggi un percorso integrato che unisce la precisione chirurgica alla potenza biologica della medicina rigenerativa.
La preparazione dei tessuti: il passo che fa la differenza
Molti pazienti arrivano in visita presentando dismorfie come occhio incavato, depresso o esoftalmico. Ma il problema non è solo strutturale: spesso la pelle della zona perioculare è, in termini medici, “distrofica”. Si tratta di tessuti sottili, disidratati, lassi e segnati da rughe.
Intervenire chirurgicamente su un tessuto “stanco” può portare a risultati corretti ma non eccellenti. Ecco perché ho introdotto una fase preparatoria basata sulla medicina rigenerativa.
Prima dell’intervento vero e proprio, trattiamo la zona con:
- Nanofat (Cellule Staminali): Prelevate dal grasso del paziente stesso.
- PRP o PRF (Concentrati Piastrinici): Ottenuti da un semplice prelievo ematico.
Queste sostanze non servono a “riempire”, ma a rivitalizzare. Elasticizzano, idratano e migliorano la texture della pelle. Operare su un tessuto rigenerato significa garantire una guarigione migliore e un risultato estetico finale ottimale e molto più naturale.
Blefaroplastica Superiore: l’importanza del sopracciglio (High Brow Lift)
Nell’ambito della chirurgia della palpebra superiore, l’obiettivo non è solo rimuovere la cute in eccesso. Spesso, la pesantezza dello sguardo è causata anche da una discesa (ptosi) del sopracciglio.
Una blefaroplastica standard da sola non può correggere questa caduta. Per questo motivo, eseguo contestualmente un High Brow Lift: attraverso un piccolo accesso diretto al margine delle ciglia, riposizioniamo e modelliamo il sopracciglio. Questo dettaglio è fondamentale per “aprire” davvero lo sguardo senza stravolgere l’espressione.
Blefaroplastica Inferiore e le insidiose “Borse Malari”
La chirurgia della palpebra inferiore è complessa e richiede grande esperienza. Oltre a rimuovere le classiche borse adipose erniate, spesso ci troviamo di fronte alle cosiddette borse malari (malar mounds).
Queste non si trovano propriamente nella palpebra, ma nella zona dello zigomo (zona del SOOF) e sono causate da un gonfiore persistente che invecchia molto il viso. La correzione di questo inestetismo richiede una tecnica avanzata: una blefaroplastica extended (estesa), che agisce come un vero e proprio lifting del terzo medio del volto, riposizionando i volumi e distendendo la transizione tra palpebra e guancia.
Un risultato che dura nel tempo
L’unione tra una corretta preparazione biologica dei tessuti e una tecnica chirurgica avanzata (superiore, inferiore o estesa) permette di ottenere risultati stabili.
Se l’intervento è eseguito a regola d’arte, rispettando l’anatomia e la qualità della pelle, il risultato della blefaroplastica è da considerarsi permanente e definitivo.
Vuoi valutare lo stato di salute dei tessuti perioculari e capire se questo approccio integrato è adatto al tuo caso? Ti aspetto nel mio studio a Roma per una visita specialistica.
